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La dieta per i pazienti oncologici

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Nel sottoporsi ad una dieta, per evitare che questo sia un ulteriore peso che venga ulteriormente a gravare sulla già sofferta vita del paziente oncologico, specie in quello con malattia metastatica, occorre essere consapevoli di alcune regole:

 

In generale, tutte le spezie (salvia, rosmarino) hanno proprietà comunque utili anche in ambito tumorale, contribuendo a mantenere un equilibrio ossido/riduttivo ottimale, che è i ogni caso non il primum movens ma l’evento terminale di una serie infinita di processi superiori di ordine psico-neuroendocrino-immunologico.

Certamente fra i vari tipi di dieta proposti in oncologia, la formulazione più completa, anche per il fatto di ricollegarsi alle antiche tradizioni dell’estremo oriente, è quella macrobiotica elaborata dal giapponese Osawa, fondata sull’uso dei cereali integrali, della soia, delle alghe, dei legumi, della frutta e sull’evitamento della carne, non solo delle carni rosse ma anche delle carni bianche (pollo e pesce) e dello stesso vino.
Ovviamente una dieta non può essere calata dall’alto stravolgendo le diverse abitudini culturali di ogni popolo, diversamente diventerebbe un ulteriore “corpo estraneo” nella mente del già confuso paziente oncologico.
Il discorso riguarda in particolare il vino, bandito dalla macrobiotica ma essenziale per trasformare all’interno di un processo di simbolizzazione la dieta alimentare da azione puramente fisica in atto rituale del la coscienza spirituale, in quanto simbolo stesso dello Spirito, anche se nella forma sintetica di un bicchiere al pasto, motivazione simbolica questa ma alla quale ne va aggiunta una chimica, quella del contenuto del vino in resveratrolo e in polidatina quale suo precursore, entrambi provvisti di azione anti-tumorale.

Queste sono pertanto le utili indicazioni dietetiche, non imposizioni, per i pazienti oncologici, derivate da una macrobiotica modificata:

• cereali integrali (primo fra tutti il grano saraceno)
• pane integrale di ogni tipologia (grano, granoturco, segale)
• legumi (fagioli, fave, lenticchie, non i piselli) insalata (in particolare la cicoria e la lattuga)
• funghi del genere agaricus (champignon)
• curcuma e soia (il tamari o la salsa di soia, sono ottimi per dare gusto alle minestre di verdura)
• ortaggi vari (carciofo, cipolla, erba cipollina, aglio, sedano, porro, cavoli, broccoli, broccoletti di Bruxelles)
• frutti vari: agrumi (ottima spremuta dei 3 agrumi essenziali, limone, arancio, mandarino, complementari per gusto fra loro, da quello acido, all’intermedio, al dolce) ananas, papaia, mango, mela, pera uva.
• un bicchiere a pasto di vino rosso o bianco (in ringraziamento alla vita)
• bevande varie (the verde, the mu, tisane come quella di fiordaliso, conosciuto come il fiore della Madonna).

Paolo Lissoni

 

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