La dieta per i pazienti oncologici

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dieta pazienti oncologici

Nel sottoporsi ad una dieta, per evitare che questo sia un ulteriore peso che venga ulteriormente a gravare sulla già sofferta vita del paziente oncologico, specie in quello con malattia metastatica, occorre essere consapevoli di alcune regole:

      • la dieta non deve essere una costrizione né essere dettata da pregiudizi emotivi o mentali ma deve essere una libera consapevole scelta;
      • la dieta non deve essere mai vissuta come un evento solo fisico in sé ma deve avvenire all’interno di un cambiamento radicale nella vita della persona, non solo nello stile di vita, inteso come un insieme di comportamenti esteriori, ma nello stato di coscienza dell’individuo in termini di apertura alla sensibilità spirituale, che altro non è se non apertura all’Amore divino nel cuore fisico;
      • la dieta non deve mai arrivare a sopprimere il già ridotto senso del piacere ma all’opposto deve avere la priorità su ogni altra rifessione alimentare. È bene tutto ciò per cui l’ammalato prova piacere, purchè sia un piacere vero e non dettato da una fame ansiogena; il valore dell’alimentazione deve essere vissuto all’interno di una più generale apertura della coscienza verso il senso dell’unità con la vita, che è una e che sola può risanare. La dieta va pertanto associata ad una terapia anti-tumorale con piante medicinali provviste di azione anti-neoplastica vera e non solo anti-ossidante, essendo l’azione anti-ossidante solo uno degli aspetti della dinamica antitumorale. Pochissime piante, oltre che avere proprietà anti-cancro, hanno proprietà anti-tumorali effettive, non solo anti-ossidanti ma anche anti-proliferative o immuno-stimolanti la risposta biologica antineoplastica. I principali cibi provvisti di azione anti-tumorale, non solo anti-ossidante, sono la curcuma (Curry) ed il fungo Agaricus (Champignon). Laddove una pianta anti-tumorale sia anche appetibile al gusto, può diventare parte della dieta, come se la dieta fosse essa stessa un farmaco per azione diretta e non solo indiretta attraverso i processi chimici che viene  ad indurre nel corpo.Cibi a potenziale azione anti-tumorale per meccanismo anti-ossidante o addirittura anti-proliferativo, pertanto da inserire con cura e devozione nella propria alimentazione quotidiana sono:
    • 1) curcuma (curry)
    • 2) champignon
    • 3) carciofo
    • 4) cicoria (radicchio)
    • 5) cavoli e broccoli
    • 6) aglio
    • 7) alghe

 

In generale, tutte le spezie (salvia, rosmarino) hanno proprietà comunque utili anche in ambito tumorale, contribuendo a mantenere un equilibrio ossido/riduttivo ottimale, che è i ogni caso non il primum movens ma l’evento terminale di una serie infinita di processi superiori di ordine psico-neuroendocrino-immunologico.

Certamente fra i vari tipi di dieta proposti in oncologia, la formulazione più completa, anche per il fatto di ricollegarsi alle antiche tradizioni dell’estremo oriente, è quella macrobiotica elaborata dal giapponese Osawa, fondata sull’uso dei cereali integrali, della soia, delle alghe, dei legumi, della frutta e sull’evitamento della carne, non solo delle carni rosse ma anche delle carni bianche (pollo e pesce) e dello stesso vino.
Ovviamente una dieta non può essere calata dall’alto stravolgendo le diverse abitudini culturali di ogni popolo, diversamente diventerebbe un ulteriore “corpo estraneo” nella mente del già confuso paziente oncologico.
Il discorso riguarda in particolare il vino, bandito dalla macrobiotica ma essenziale per trasformare all’interno di un processo di simbolizzazione la dieta alimentare da azione puramente fisica in atto rituale del la coscienza spirituale, in quanto simbolo stesso dello Spirito, anche se nella forma sintetica di un bicchiere al pasto, motivazione simbolica questa ma alla quale ne va aggiunta una chimica, quella del contenuto del vino in resveratrolo e in polidatina quale suo precursore, entrambi provvisti di azione anti-tumorale.

Queste sono pertanto le utili indicazioni dietetiche, non imposizioni, per i pazienti oncologici, derivate da una macrobiotica modificata:

• cereali integrali (primo fra tutti il grano saraceno)
• pane integrale di ogni tipologia (grano, granoturco, segale)
• legumi (fagioli, fave, lenticchie, non i piselli) insalata (in particolare la cicoria e la lattuga)
• funghi del genere agaricus (champignon)
• curcuma e soia (il tamari o la salsa di soia, sono ottimi per dare gusto alle minestre di verdura)
• ortaggi vari (carciofo, cipolla, erba cipollina, aglio, sedano, porro, cavoli, broccoli, broccoletti di Bruxelles)
• frutti vari: agrumi (ottima spremuta dei 3 agrumi essenziali, limone, arancio, mandarino, complementari per gusto fra loro, da quello acido, all’intermedio, al dolce) ananas, papaia, mango, mela, pera uva.
• un bicchiere a pasto di vino rosso o bianco (in ringraziamento alla vita)
• bevande varie (the verde, the mu, tisane come quella di fiordaliso, conosciuto come il fiore della Madonna).

Paolo Lissoni

 

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