Sonno: un problema sottovalutato

Tempo di lettura: 2 minuti

sonno

Quante volte avete sentito dire ‘dormire fa bene’? E quante volte vi siete detti ‘ma io non ho bisogno di dormire tanto’?
In questo articolo non verrà data nessuna indicazione particolare su quanto e come dormire, ma prenderemo la mancanza di ore di sonno come ‘fattore stressante’ per l’organismo e parleremo delle possibili conseguenze, da non prendere alla leggera.

 

Partiamo quindi dal principio: cosa succede quando non si dorme? Il corpo non recupera energie, non recupera l’efficienza e quindi entra in una situazione di stress. In questa situazione, aumenta la produzione di norepinefrina, una molecola prodotta dal sistema nervoso simpatico in risposta ad uno stress.
La norepinefrina, secondo studi scientifici, influenza il sistema immunitario e la sua risposta: in particolare, favorisce la produzione delle già citate citochine (molecole pro-infiammatorie) da parte di Linfociti T CD8. Si crea quindi uno stato infiammatorio.

 

In queste condizioni, le molecole che sono protagoniste sono l’Interferone IFN-1 e l’interleuchina IL-6 (sull’interleuchina IL-1 vi sono studi con risultati discordanti). Nel cervello, ciò viene tradotto in una diminuzione della capacità di dormire (IL-6 influisce sulle fasi del sonno, sfavorendolo) e ciò aggrava e prolunga la situazione iniziale.
Inoltre, una situazione stressante influisce sulla funzionalità delle microglia: esse sono la principale difesa immunitaria del cervello. In uno stato di stress, favoriscono la produzione di citochine pro-infiammatorie, diminuendo quindi la neuroprotezione e favorendo l’insorgenza non solo di stati infiammatori, ma anche di stati d’animo negativi e depressione.

Riassumendo, si entra quindi in un ‘circolo vizioso’ che peggiora costantemente (ed impercettibilmente, a volte) le nostre condizioni. La figura riassume ciò che è stato detto finora:

sonno

 

È essenziale quindi far fronte a questi problemi. Da dove partire? Per curare i problemi di depressione esistono psicofarmaci, per cui è necessaria una prescrizione ed è necessario essere seguiti da degli esperti. Vi sono inoltre farmaci antinfiammatori, che possono diminuire lo stato infiammatorio ed evitare che possano essere prodotte citochine in eccesso.
Ma la soluzione più semplice, meno invasiva (i farmaci hanno sempre effetti collaterali) è quella di dormire di più.

E se dopo aver letto questa soluzione vi chiedete “sì, ma come posso fare?”, allora ecco qui dei piccoli consigli che possono fare la differenza:

 

– Assumere integratori di melatonina, che favorisce il ripristino del ciclo sonno-veglia;
– Assumere integratori di magnesio (non cloridrato), che favoriscono il rilassamento muscolare e mentale;
– Bere una tisana rilassante o una camomilla, che favorisce il rilassamento mentale. A volte, aiuta anche solo bere più acqua prima di andare a letto;
– Evitare cibi troppo pesanti o di mangiare troppo;
– Spegnere qualsiasi dispositivo elettronico o smettere di usarlo almeno 15/20 minuti prima di andare a letto (sfruttate questi minuti, eventualmente, per assumere gli integratori, mettervi il pigiama, lavarvi e prepararvi);
– Evitare di andare a letto troppo tardi o farlo come abitudine, sforzatevi di andare a letto prima.

Questi qui sopra sono consigli non medici ma pratici, quindi se pensate di avere dei seri problemi rivolgetevi al vostro medico di fiducia.

 

 

Bibliografia

Singhal et al. Microglia: An Interface between the Loss of Neuroplasticity and Depression, Frontiers in Cellular Neuroscience, 8 September 2017

Oyanedel et al. Peripheral and central blockade of interleukin-6 trans-signaling differentially affects sleep architecture, Brain, Behaviour and Immunity, 2 July 2015

Murray et al. Interdependent and independent roles of type I interferons and IL-6 in innate immune, neuroinflammatory and sickness behaviour responses to systemic poly I:C, Brain, Behaviour and Immunity, 18 April 2015

Slota et al. Norepinephrine preferentially modulates memory CD8 T cell function inducing inflammatory cytokine production and reducing proliferation in response to activation, Brain, Behaviour and Immunity, 31 January 2015

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 × cinque =